In ricordo di Giuliano#

Spesso conosciamo persone che dimentichiamo dopo pochi minuti o che non incontreremo mai più, altre volte personaggi che vorremmo non aver mai conosciuto. Qualche rara volta invece siamo fortunati ed incontriamo qualcuno che ci resta nel cuore….


«Laura, che ne dici di andare a Torino al Salone della Montagna?»

Era la nostra prima vacanza insieme. Qualche settimana dopo, a metà dell’ormai lontano ottobre 2002, stavamo entrando al Salone, stand della Regione Lombardia. Su un tavolo, un raccoglitore con pagine di giornale, i titoli riportavano con frequenza Ragni, Riccardo Cassin, Pizzo Badile, Cerro Torre. Dietro il tavolo, una persona con cui iniziamo a parlare di montagna per una buona mezz’ora. Era un membro del gruppo di Alpinismo Giovanile del CAI Lecco, Giuliano Mantovani.

- Di dove siete?
- Bolzano, rispondiamo.
- Ah bello, il mese prossimo veniamo proprio a Bolzano, per il Convegno nazionale degli accompagnatori di Alpinismo Giovanile!.
- Dai, ci vediamo lì, vi portiamo a cena in un bel ristorante!
- Va bene!
- A presto, Giuliano!

Arrivato novembre ed il primo giorno del convegno, ci presentiamo all’ingresso, dove, oltre a Giuliano, conosciamo gli altri componenti della pattuglia AG CAI Lecco: Gianni Rossi, allora presidente AG CAI Lecco, e gli altri accompagnatori: Fortunato, Teo e Matteo «Teino». Laura ed io entriamo di straforo come sotto-vice-aiutanti accompagnatori, parliamo con i nostri nuovi amici, ascoltiamo i relatori. La giornata scorre via veloce e ci ritroviamo per cena, in un locale tipico di Bolzano, a base di specialità locali. Altre discussioni, ci troviamo in sintonia su quasi ogni aspetto della montagna. La cena ebbe molto successo.

Il giorno dopo torniamo al convegno, per salutare e per raccogliere l’invito di ricambiare la visita a Lecco. Vediamo solo Giuliano e Gianni, poco dopo (molto dopo in realtà, ma facciamo finta di niente) arrivano gli altri, visibilmente… ehm, provati. Giuliano non era molto ben disposto per questo ritardo e, di quello che disse loro Giuliano, posso riportare solo l’ultima parte: «Ma vi pare l’ora di arrivare? Che figura mi fate fare, RAGAZZACCI!?!?» Credo che tutti noi abbiamo ancora ben impresso tutto il testo della ramanzina fatta da Giuliano.


Non posso dire di averlo conosciuto a fondo, ma per me Giuliano era questo: una persona burbera e brontolona, ma passionale e appassionata, che metteva tutto sé stesso in quello che faceva ed era capace di far appassionare gli altri.

Sono passati 20 anni da allora, e, dopo 15 trekking e innumerevoli avventure in giro per i monti (dovrei dire anche in giro per rifugi, ma forse è meglio di no…) delle Alpi con gli amici del gruppo AG CAI Lecco, posso dire che Giuliano mi ha letteralmente cambiato la vita. Grazie a lui, Laura ed io abbiamo conosciuto persone altrettanto appassionate, amanti della montagna, amici veri, anche se lontani. Torniamo spesso a Lecco, e, anche se per tanti motivi non vedevamo Giuliano da diversi anni, lo ricorderemo sempre per quello che era e per i tanti momenti passati insieme, non ultima la tre giorni che ho trascorso con lui e Teo al Rifugio Vallaga l’anno successivo.

Ciao, Giuliano, ti saluto con alcune foto di casa mia…


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